[it] "Come molti mi sono innamorata di New York attraverso i film di Woody Allen" ha detto ieri alla conferenza stampa di apertura Jane Rosenthal, ed oggi il festival si inaugura con il nuovo film del regista newyorkese tornato a girare nella sua città dopo cinque anni. Whatever Works, che uscirà nelle sale americane a giugno, racconta di un ricco e anziano professore di fisica, perfetto alter ego del regista per nevrosi, estrazione sociale e manie, che lascia il suo lavoro per delle lezioni di scacchi e il suo ricco appartamento uptown per perdersi nei menadri di downtown innamorandosi di una ragazza più giovane e sbandata che scappa dal sud. Sono presenti tutti i topoi della commedia di Allen: Manhattan, gli opposti, la comicità ebraica, la surreale perfezione del perbenismo borghese e la botta di assurdo che la sconquassa.

La folla davanti al cinema, lo Ziegfeld Theatre, è il benentornato per Woody Allen e l'inizio del Tribeca che quest anno ha cambiato direttore. Il nuovo direttore artistico del Tribeca Enterprises è Geoff Gilmore (newyorkese cresciuto a Long Island), passato al Tribeca dopo quasi due decenni al Sundance mentre lo storico direttore Peter Scarlet è ora il direttore del Abu Dhabi's Middle East Film Festival Tutto questo si inserisce in un quadro di cambiamento complessivo per il panorama del cinema newyorkese; in questo periodo l'istituzionale Film Society del Lincoln Center sta vivendo un piccolo terremoto con l'arrivo del nuovo direttore esecutivo, bussines oriented, Mara Manus, la casa di distribuzione indipendente New Yorker Films ha chiuso il proprio negozio un paio di mesi fa, la competizione tra le offerte cinematografiche indipendenti e quelle ad alto budget è esacerbata dalla recessione e dai tagli che gli sponsor stanno operando.

In questo quadro il problema della distribuzione è centrale: il crescente (ormai cresciuto) numero di film indiependeti che vengono prodotti ad alta qualità e basso budget, agevolati dalle meraviglie della tecnica, si sommano al numero di film ad alto budget ed entrambi non hanno più sbocco distributivo. In più c'è la crisi. Nella città dove il concetto di cinema indipendete si è formato e codificato tutto questo è accolto quasi come una bella notizia. Bisognerà inventarsi qualcosa di nuovo. "Per il cinema indipendente è fondamentale trovare metodi alternativi per raggiungere un'audience - ha affermato Gilmore - `E necessario che le istituzioni festivaliere si riesaminino, se non cambieranno saranno destinate a scomparire in un decennio"

Il Tribeca FF apre con la prima di Woody Allen in questo clima di incertezze e ridotto nel numero di film presenti, con meno fondi, concentrato sui problemi pragmatici della distribuzione, importanti tanto quanto i contenuti dei film. Nei prossimi giorni ci saranno le proiezioni dei nuovi lavori di Spike Lee, Soderbergh, Kirk, ma anche le tavole rotonde sul futuro della fruibilità del cinema perchè fino ad ora si è esultato per le prossibilità di poter produrre bei film a basso costo ma il canale distributivo non è cambiato, ed è adesso intasato di prodotti che si accavallano uno all'altro per poter vedere la luce di una sala cinematografica. Non resta altro da fare che uscirne, resta da scoprire dove andare.