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7 May 2009
an article for il manifesto, may 7th 2009
By DS on 7 May 2009, 14:15 - articles
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an article for il manifesto, may 5th 2009
By DS on 7 May 2009, 13:56 - articles
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2 May 2009
TFF: Here and there
By MC on 2 May 2009, 02:27 - articles
Here and There , il film del regista serbo Darko Lungulov, è la storia di due newyorkesi: Robert (David Thornton), un cinquantenne newyorkese di nascita, musicista in crisi personale e creativa, e Branko, (Branislav Trifunovic) un giovane newyorkese di adozione, traslocatore furgoncino-munito che viene da Belgrado. Sapendo che il musicista non è sposato, Branko gli propone $4000 per andare in Serbia e sposare la sua fidanzata permettendole così di ottenere un visto per gli Stati Uniti. Il film si svolge a Belgrado ed a New York e in entrambe le situazioni, quella newyorkese e quella serba, lo sguardo è quello di uno straniero. La New York di Branko non è quella di Manhattan, quartiere intoccabile per chi non è ricco o newyorkese da qualche generazione, ma una periferia dove i tacchi di sex and the city si spezzerebbero dopo due passi. I suoi vicini di casa sono altri newyorkesi d'adozione, la sua vita non è facile, non ha appoggi, non ha punti di riferimento, solo se stesso ed il duo furgone che gli dà di che vivere. Robert non riesce più a suonare, ha perso la casa la donna che lo ospita (Cindy Lauper) lo manda via esasperata dalla paranoia che lo avvolge ed a quel punto l'idea di andare in Serbia a sposare una ragazza sconosciuta gli appare attraente.

L’arrivo in Serbia (”Country in transition” come la definisce cupamente il tassista) per Robert, è un cambiamento di prospettiva totale. Non conosce nessuno ed è ospite della madre di Branko (Mirjana Karanovic) che lo pensa un collega e caro amico del figlio. La città straniera è il luogo dove si riappacificherà con se stesso, riacquistando umanità, ed uscendo dalla depressione per niente cosmica, ma solo egoriferita che si porta dietro da anni. Questo passaggio accade una volta vestiti (letteralmente) i panni dell’altro. Robert cambia atteggiamento ed espressione dal momento che la madre di Branko da cui è ospite, gli lava e stira gli abiti e gli presta un pigiama del figlio “Sono stato a New York dieci anni filati senza mai tornare in Serbia -dice il regista- Quando finalmente ci sono tornato, una mattina ho trovato il bucato che mi aveva fatto mio padre ed ho visto che tutte le mie magliette che a New York si erano ingiallite, erano ritornate bianche. Questo rapporto con la cura, con l’affetto nelle cose piccole era quello che mi mancava e che nel film mancava anche a Robert prima di arrivare a casa di Branko. Il cinema è fatto con uno schermo grande, per mettere in scena queste piccole cose c'è stato bisogno di renderle a dimensione di schermo, a questo è servita la scena del pigiama ”.

La fotografia del film sottolinea i cambiamenti di città e sguardo, cambiando testura a seconda che si sia a New York o a Belgrado: piu calda e definita la prima, più cruda e più sgranata la seconda. Il film è anche un ingranaggio produttivo ammirevole: 12 giorni di riprese a New York in 25 location diverse inclusi un ponte e un aeroporto; le riprese a Belgrado sono stete fatte 5 mesi dopo, in 18 giorni con una troupe composta da professionisti serbi, tedeschi, newyorkesi e cinesi. La produzione è stata finanziata in parte dal ministero della cultura di Belgrado e in parte da finanziamenti di privati. Questi non sono numeri e dati, ma lo sforzo determinato del regista a fare il film.

Il regista che vive a New York dal ‘91, per i primi anni ha guidato un furgone di traslochi, ma è acqua passata ed il suo film è in concorso al Tribeca.
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