TFF: Stay Cool
By MC on 25 Apr 2009, 04:45 - articles - Permalink
La vera peculiarità del film sono i fratelli Mark e Michael Polish, indipendenti per vocazione e scelta; il loro primo film è stato accettato al Sundance Festival e con il secondo film, Jackpot, hanno vinto il premio John Cassavetes. In seguito hanno rifiutato le offerte di lavori commerciali hollywoodiani preferendo ipotecare la propria casa per autoprodurre un nuovo film, Northfork. Fortunatamente il film ha avuto successo come anche i seguenti e il loro libro: Declaration of Independent Filmmaking, un Do-It-Yourself per registi volutamente indipendenti. "Si tratta di fare il duro lavoro di andare in giro a cercare soldi per fare un film indipendente -ha detto Mike Polish durante la tavola rotonda- oppure di aspettare per 3 o 4 anni perchè i soldi arrivino da una major per poi non poter fare esattamente quello che vorresti fare. E' una scelta, si sceglie di seguire lo stesso processo che si segue all'inizio, quando si producono i primi film, più piccoli, nel proprio studio. Lavorare da indipendenti elimina anche tutti i probloemi di comunicazione, quelli per i quali aspetti risposte per settimane. Tra di noi passa al massimo un giorno".

Seguendo questo principio sono riusciti ad affrontare le riprese di due film uno dopo l'altro a poche settimane di distanza, Manure e Stay Cool, utilizzando gli stessi materiali. La loro casa di produzione, Prohibition film, è stata fondata con Ken Johnson, Janet DuBois, e Jonathan Sheldon, con cui collaborano dai primi lavori. Sapendo tutto questo si rimane un pò delusi se ci si aspetta un film indipendente come da immaginario classico: pellicola scaduta o il digitale-come-linguaggio, immagini sporche e contenuti duri. Stay Cool, invece ha una storia lineare per quanto surreale, ci sono attori famosi (oltre Winona Ryder e Mark Polish recitano Hillary Duff e Sean Astin), la fotografia è pulita, la regia non ha particolari voli. "Questo film appare più piatto e commerciale - dice il regista - ma per la fotografia ci siamo ispirati ad Andy Warhol. Warhol prendeva delle icone dell'immaginario collettivo e le riproduceva serialmente con colori vividi e innaturali, noi abbiamo usato lo stesso tipo di immagine applicando questa idea alla provincia: le case, le macchine, i cartelli stradali, rendendole un pezzo d'arte"

l'America trasuda da ogni fotogramma e non solo per la fotografia di ispirazione warholiana, ma ad esempio la sindrome da prom, il ballo di fine anno, che esclude ogni tipo di riflessione diversa. I ragazzini del film (sia quelli di 17 anni che quelli di 37) possono occuparsi solo del proprio microcosmo. "Quei 4 anni di superiori sono un inferno, una gabbia di torture per teen ager - dicono entrambi gli attori presenti, Sean Astin e Mark Polish - non ne puoi scappare, è un passaggio sociale obbligato della cultura americana"

